contatore visite free Commapartners CHIESA S.MARIA DELL'OGNINELLA - ALTARE MAGGIORE - CATANIA - Commapartners

CHIESA S.MARIA DELL’OGNINELLA – ALTARE MAGGIORE – CATANIA

dettagli del progetto


Luogo: Catania, Italy
Progettista: arch. Salvatore Contrafatto
Direttore dei lavori: arch. Salvatore Contrafatto
Note: A causa dell'incendio che nel 1944 distrusse l'archivio storico del Comune di Catania, esigui sono i documenti oggi a nostra disposizione dai quali è possibile trarre notizie certe relativamente all'origine e alla storia della chiesa di S. Maria dell’Ogninella. Sorta nel ‘700 incorpora una piccola icona con un’immagine della Madonna che, secondo la tradizione, fu impressa nell’intonaco dalla Vergine dopo un’apparizione. Il progetto è attribuito al Vaccarini il quale, data l’irregolarità e l’esiguità dell’area a disposizione (alla confluenza di due strade convergenti), “pensa” uno spazio perfettamente equilibrato, nel quale due esedre semicircolari si saldano alla parte centrale di forma quadrata. Con disposizione simmetrica rispetto all’asse longitudinale sono ricavati gli ingressi. Nella Curia si conserva un atto notarile in cui è scritto che il Senato catanese, il 5 settembre del 1755, proclamò la Vergine dell’Ogninella Patrona della città insieme con S. Agata ed altri santi e s’impegnò a celebrare tutti gli anni, l’8 settembre, una messa in quella chiesa come segno di devozione. Il 3 dicembre del 1974 viene alienata dalla Curia, chiusa al culto, adibita a magazzino e, al tempo stesso, spogliata d’ogni elemento d’arredo al di fuori dell’immagine della Madonna. Successivamente è acquistata dalla cooperativa teatrale “Rosina Anselmi” per trasformarla in spazio teatrale: ma la cooperativa fallisce e nel 1985 la chiesa è posta all’asta ed aggiudicata all’associazione San Sebastiano, congregazione laica di religiosi, che dopo anni di restauro a cura della Soprintendenza di Catania si fa carico di ripristinarla ed aprirla al culto il 12 settembre del 1999. L'interno del monumento, per quanto riguarda gli elementi d’arredo, presenta i segni più forti delle devastazioni dovute tanto al tempo quanto agli uomini: interamente perduti sia i due altari laterali sia quello maggiore.